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From Medea



Lo scorso 24 maggio a Teatrosophia è andata in scena l’ultima replica di From Medea (promo) di Grazia Verasani. Un’esperienza sia per me che per attrici vivificata dalla presenza di Maria Concetta Borgese, coreografa.


A fine novembre abbiamo proposto una mise en espace e poi a marzo la messa in scena definitiva. Due tappe necessarie per affrontare una tematica tanto scomoda e spinosa quanto dolorosa e attuale: l’infanticidio. Trattare questo tema nella nostra epoca richiede un approfondimento psicologico e sociale, solo così ci si preserva dall’esprimere giudizi superficiali e spiccioli.


Nella prima fase del lavoro, terminata con la lettura scenica, l’obiettivo è stato incontrare ed esporre tutta la fragilità emotiva di una donna che arriva a commettere un atto così estremo. Nella seconda fase invece l’intento è stato contrarre tutta la veemenza della vulnerabilità in una forma asciutta ed essenziale, come i solidi minimali nei quali idealmente i personaggi hanno rinchiuso i propri bisogni, sogni ed incubi per provare a continuare a vivere.



FROM MEDEA è una scoperta. Le quattro madri infanticide ripropongono il loro orrore e questa volta hanno quattro elementi rossi che le raccontano. Un triangolo, una quadrato, un cerchio, un cilindro che diventano fiori, pupazzi, metronomi, scatole: tutto quel che serve ai personaggi... Ancora una volta lo spettacolo risulta sorprendente nella lucida narratività della regia e nell’intensa interpretazione delle quattro attrici.